+Post Ads? Ecco Come Funzionano i Post Sponsorizzati su Google Plus

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Il 9 dicembre Erik Arkin, product manager di Google, ha annunciato un nuovo formato pubblicitario a partire dai contenuti di Google Plus, la piattaforma di Social Networking di proprietà del gruppo di Mountain View. +Post Ads è una novità decisamente interessante, che potrebbe portare ad un sostanziale cambiamenti dei scenari dell’advertising online. Scopriamo allora quali sono le sue principali caratteristiche.

Al momento sono pochissimi i brand coinvolti nel progetto pilota di +Post Ads (Toyota USA, Mondelez, RITZ crackers e Cadbury UK, solo per citarne alcuni), pertanto sul suo funzionamento circolano ancora molti punti interrogativi. Quel che però sembra essere certo è che si tratta (almeno apparentemente) di un format analogo a quello proposto da Facebook: basta fare un click, scegliere quanto investire e dare avvio alla campagna, niente di più semplice. Ma allora quali sono questi grandi cambiamenti preannunciati da Google?

1. Un Social Advertising che nasce su Google Plus ma che si diffonde nella Rete

Con +Post Ads il post non rimarrà delimitato all’interno dei confini del Social Network, ma verrà trasformato automaticamente in un banner pubblicitario e fatto circolare su oltre i 2 milioni di siti affiliati al Google Display Network. In poche parole: il contenuto viene creato all’interno della piattaforma di Google Plus, ma l’inserzione compare esclusivamente al di fuori di essa, avvalendosi invece di un vastissimo network di siti web. In questo modo, parole di Erik Arkin, “i brand potranno considerare l’intera rete come il proprio stream sociale”.

Una proposta senza dubbio interessante, che permetterà al Social di casa Google di acquisire un vantaggio competitivo non da poco: quello di essere l’unico a poter garantire ai propri utenti un’esperienza di networking totalmente libera da annunci e inserzioni pubblicitarie.

2. Formati più coinvolgenti e interattivi per superare il classico modello pubblicitario a banner

Creando annunci interattivi, commentabili e condivisibili le aziende non si limiteranno a promuovere prodotti, ma arricchiranno l’esperienza sensoriale dell’utente. L’obiettivo è quello di stimolare il dialogo e la partecipazione attiva dei potenziali consumatori attorno al prodotto/servizio, dando così  valore aggiunto al brand stesso.

3.  Maggior attenzione nei confronti del mobile e della profilazione degli utenti.

Le aziende, attraverso +Post Ads avranno la possibilità di profilare il proprio pubblico in base alla collocazione demografica, ai loro interessi o scegliendo in quali siti web si vuole comparire (è chiaro che maggiore sarà l’investimento, maggiore sarà la portata pubblicitaria del post). Gli annunci inoltre saranno responsive a seconda della piattaforma usata, con particolare attenzione al mobile. Il costo dell’advertising sarà, invece, basato sull’engagement (l’inserzionista paga solo se l’utente interagisce con la pubblicità).

Al momento, come abbiamo detto, hanno avuto accesso al programma pilota di +Post Ads solo alcuni brand selezionati. Sulla pagina di Google dedicata è però possibile avere informazioni aggiuntive e, se lo si desidera, accedere ad una versione beta del servizio.

Sulla carta questa prima proposta di Social Advertising realizzata da Google non può che attirare l’attenzione di tutti i professionisti del settore. L’unica cosa che resta da vedere è come risponderà il pubblico a questo nuovo modello di pubblicità online: i contenuti commerciali riusciranno a stimolare la partecipazione attiva degli utenti oppure  la condivisione spontanea e il dialogo continueranno a sfuggire alle logiche pubblicitarie?

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