Google AdWords e Active View: Paghi Solo le Impression “Realmente” Viste. Ecco come funziona

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Pubblicità su google Active view

“Metà del denaro che spendo in pubblicità è sprecato, ma il guaio è che non so quale metà sia”, parole forse un po’ datate (furono pronunciate alla fine dell’Ottocento da John Wanamaker), ma che racchiudono tutt’oggi uno dei problemi cardine del marketing: come riuscire a distinguere i messaggi veramente efficaci da quelli che, invece, non riescono a raggiungere il cliente finale?

Quando si parla di pubblicità su Internet, poi, le cose si complicano ulteriormente. Il numero di impression erogate, infatti, non è in grado di dirci nulla riguardo l’effettivo successo di una campagna. Le domande giuste da porsi sono: i banner vengono effettivamente visti da qualcuno o magari si trovano in fondo alla pagina in una posizione poco vantaggiosa? Quante di queste impression sono il risultato di refresh automatici? Qual è il numero degli utenti che hanno effettivamente visto la campagna? Insomma, come fare a capire quando il proprio banner viene realmente visto dagli utenti e quando, invece, passa totalmente inosservato?

Purtroppo non è affatto garantito che le pubblicità siano concretamente fruite dagli utenti di un sito. Anche Google è consapevole di ciò e, proprio per questo motivo, sta sviluppando prodotti sempre aggiornati con l’obiettivo di esercitare nuove attrattive nei confronti degli inserzionisti. Uno di questi prodotti è proprio Active View che, dopo aver ricevuto quest’estate il via libera dal Media Rating Council (MCR) americano, dal 12 dicembre 2013 è finalmente disponibile sulla Rete Display di Google.

Google Active View

Active View di Google AdWords: C0s’è e come funzionare

Active View è un tool di misurazione proprietario che riesce a rilevare, tramite javascript, se un annuncio pubblicitario viene effettivamente visualizzato dall’utente e, in caso positivo, per quanto tempo. La logica di Active View è quella di misurare l’attenzione dell’utente nei confronti del banner, andando così oltre il concetto di impression e click. Ciò comporta che:

  • l’editore potrà dimostrare che l’annuncio è stato effettivamente visto dall’utente;
  • l’inserzionista pagherà solo quelle inserzioni che sono state effettivamente visualizzate (e non semplicemente esposte in una porzione di sito nascosta).

Active View aderisce alla proposta di standard definita da Making Measurement Make Sense (3MS) secondo la quale un banner deve essere pagato solo quando appare sullo schermo almeno al 50% oppure per 1 secondo o più di tempo.

Active view vantaggi

I vantaggi di Active View per gli Inserzionisti secondo Google

Ma quali sono i vantaggi che, secondo Google, Active View porterà agli inserzionisti?

  1. Gli utenti sono portati ad effettuare un numero di click su un viewable ad  fino a 21 volte superiore;
  2. sarà molto più semplice per gli editori monetizzare i banner posizionati nella parte bassa della pagina, quelli below the fold, che solitamente hanno un valore inferiore rispetto ai banner above the fold;
  3. gli utenti avranno più tempo per visualizzare l’annuncio e, pertanto, sarà anche maggiore la possibilità che questo venga cliccato (tale percentuale per visualizzazioni di più di 20 secondi aumenta del 225%).

Tempi di visualizzazione pubblicità

Insomma, Active View si presenta come un nuovo ed efficace strumento di misurazione della fruizione del messaggio pubblicitario, una metrica nettamente superiore rispetto al concetto di impression. Google quest’anno ha deciso di farci un bel regalo per Natale, e chissà se per il 2013 non ci riservi novità ancora più interessanti.

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